Scorci d’acqua nel centro storico
Tra portici e muri intonacati: ieri rete produttiva nascosta sotto la città e un elemento da coprire , oggi affacci inaspettati su un patrimonio idraulico che torna ad emergere.
Finestrella di Via Piella
Canale di Reno

Affaccio da via Oberdan
Canale di Reno

Affaccio dal ponte di Via Piella
Canale di Reno

Guazzatoio
Canale di Reno

Affaccio dal ponte di Via Malcontenti
Canale di Reno

Centrale Idroelettrica
Canale Cavaticcio
Sgrigliatore
Canale di Reno

Sgrigliatore
Via Riva Reno

Descrizione
Bologna nasconde un segreto che scorre. Sotto le strade del centro storico, tra i portici e i palazzi, corre ancora l'acqua dei canali medievali. Non bisogna andare lontano per trovarla: basta sapere dove guardare. Questo percorso collega gli affacci più suggestivi sul Canale di Reno e sul Canale delle Moline, in un itinerario a piedi che attraversa il cuore della città storica regalando scorci inaspettati e momenti di pura meraviglia.
La Grada e l'Opificio delle Acque
Il primo incontro con l'acqua è lungo viale Vicini, dove un rettangolo scoperto a lato dei trafficati viali di circonvallazione mostra il Canale di Reno scorrere sotto l'antica torre di avvistamento medievale — il Battifredo — dal quale pende ancora la Grada: la doppia griglia di metallo che un tempo fermava ramaglie e impediva l'ingresso illecito di merci e persone tra le mura cittadine.
Qualche metro più a valle, davanti all'Opificio delle Acque — sede di Canali di Bologna e centro didattico aperto al pubblico — un secondo affaccio riapparso nel 2004 mostra il canale prima che scompaia sotto l'antico edificio. Dalla piccola finestra di via Calari si intravedono anche le paratoie di regolazione ancora in uso, gestite quotidianamente dal reparto tecnico di Canali di Bologna.
Riva di Reno
Il canale prosegue nascosto sotto via della Grada, via San Felice e via Riva di Reno — strada che deve il suo nome proprio all'acqua che scorre sotto di essa. Il 29 novembre 2025 il Comune di Bologna ha riaperto lungo questa via un nuovo tratto scoperto di circa 100 metri: un ulteriore tassello nel percorso di riscoperta del patrimonio idraulico cittadino.
Via dei Malcontenti e il Guazzatoio
Attraversata via Indipendenza e imboccata via dei Malcontenti, il canale riappare grazie a un affaccio reso possibile negli anni Novanta dall'abbattimento di un bagno pubblico che ne occultava la vista. Da qui si può ammirare il Guazzatoio: uno scivolo in ciottoli che degrada verso l'acqua, a lungo utilizzato per l'abbeveraggio del bestiame e oggi aperto in occasione di eventi speciali come la Notte Blu e le visite nei canali sotterranei di ottobre.
La Finestrella di via Piella
Lo scorcio più celebre e fotografato di Bologna. In via Piella, un'apertura ricavata sotto l'arco tamponato di un portico regala l'inaspettata visione dell'acqua che scorre tra i muri intonacati della città. Un angolo che ha fatto il giro del mondo sui social e che continua a sorprendere chi lo scopre per la prima volta — e anche chi lo rivede per la centesima.
Via Oberdan e il Canale delle Moline
Riprendendo via Righi si raggiunge il ponte di via Oberdan, caratterizzato da una cancellata in metallo attraverso la quale l'acqua è visibile nonostante i numerosi lucchetti che gli innamorati vi aggiungono da decenni come rito propiziatorio.
Questo tratto tra via Oberdan e via dei Malcontenti è particolarmente suggestivo nelle ore serali: al crepuscolo si accende un'illuminazione appositamente studiata, finanziata da Canali di Bologna con i proventi degli eventi e delle visite guidate, che si riflette sull'acqua creando un'atmosfera unica.
Dopo via Oberdan il canale curva bruscamente a sinistra, cambia nome in Canale delle Moline e si insinua tra via Capo di Lucca e via Alessandrini. Di questo canale — per secoli destinato ai mulini da grano della città — resta scoperta solo una piccola sezione. Ma in via Capo di Lucca, in corrispondenza di un cancello attraverso il quale si intravede un antico meccanismo di regolazione, si può udire chiaramente il rumore impetuoso dell'acqua che scorre: un suono medievale nel cuore della Bologna contemporanea.
Informazioni utili per la visita
Il percorso è interamente a piedi e si sviluppa nel centro storico di Bologna. Tutti gli affacci descritti sono liberamente accessibili, ad eccezione del Guazzatoio che è visitabile in occasione di eventi speciali.
Il tratto tra via Oberdan e via dei Malcontenti è particolarmente consigliato nelle ore serali, quando l'illuminazione notturna valorizza al massimo il riflesso dell'acqua.
