Chiusa e Canale Savena

Dalle colline bolognesi al cuore della città: ieri rete di mulini, tintorie e del primo filatoio da seta, oggi drenaggio urbano e alimentazione della pianura a nord.

Descrizione

Meno celebre del Canale di Reno ma non meno affascinante, il Canale di Savena racconta una storia di acque, mestieri e trasformazioni urbane che attraversa oltre otto secoli. Tutto inizia alla Chiusa di San Ruffillo: una barriera artificiale costruita nell'alveo del Torrente Savena, la cui origine risale almeno al 1221, quando è già documentata una struttura in questa stessa località. L'attuale opera, con la sua caratteristica forma a scivolo, è frutto della ricostruzione del dopoguerra, ma la funzione è rimasta invariata nei secoli: creare un livello a monte sufficiente a garantire l'alimentazione del canale derivato, regolando con precisione la portata prelevata per preservare il deflusso minimo vitale del torrente e la vita che lo abita.

Dal punto di presa, il canale inizia il suo percorso verso la città, scorrendo accanto all'ex Casa del Custode e attraversando via del Pozzo, via Zecchi, via Corelli e via delle Armi, dove è ancora visibile l'edificio dell'ex Mulino Parisio — uno dei quattro mulini che il canale alimentava nel tratto esterno alle antiche mura cittadine, insieme ai mulini Foscherari, Frino e Castiglione. In questo stesso tratto, attraverso le chiaviche, il canale riforniva d'acqua gli orti e riempiva i maceri della città.

Il percorso regala scorci inattesi. Il canale riemerge a cielo aperto nel grazioso Giardino Oliviero Olivo, poi scompare nuovamente sotto le strade, scorrendo parallelo a via Murri fino a raggiungere i Giardini Margherita, che attraversa in gran parte scoperto: un nastro d'acqua nel verde che ancora oggi alimenta il laghetto del parco quando il livello lo permette.

All'ingresso della città storica il canale si dirama in cinque punti, creando un fitto reticolo di condotti nella parte orientale del centro. Qui, per secoli, le sue acque hanno mosso i meccanismi di tintori, conciatori e cartolari. Ed è proprio su un ramo del Savena che il 23 giugno 1341 il Comune di Bologna autorizzò la costruzione del primo filatoio da seta dentro le mura cittadine: un primato tecnologico che anticipa di secoli la rivoluzione industriale.

Oggi il Canale di Savena svolge una funzione più discreta ma non meno essenziale: contribuisce al drenaggio urbano della città e, insieme al Canale di Reno, alimenta il Canale Navile verso la pianura a nord.

Informazioni utili per la visita

I tratti a cielo aperto del Canale di Savena — al Giardino Oliviero Olivo e ai Giardini Margherita — sono liberamente accessibili e offrono scorci d'acqua inaspettati nel tessuto urbano. La Chiusa di San Ruffillo è visitabile con le visite guidate organizzate da Canali di Bologna.

Da sapere prima di partire: in caso di allerta meteo o siccità prolungata la paratoia di presa viene chiusa per preservare il deflusso minimo vitale del torrente. Il canale può apparire privo d'acqua o ridotto nella portata.

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