Canali ed energia

Dal Canale di Reno alle turbine idroelettriche: ieri forza motrice per mulini, filatoi e concerie, oggi energia pulita per oltre 1.200 famiglie bolognesi.

Centrale Idroelettrica

Canale Cavaticcio

Descrizione

L'acqua che scorre nei canali di Bologna non è mai stata ferma. Per secoli ha mosso ruote, macinato grano, lavorato la seta, conciato le pelli e prodotto carta. Quella stessa forza motrice che nel Medioevo aveva reso Bologna una delle capitali manifatturiere d'Europa non si è mai spenta: si è trasformata. Oggi scorre attraverso turbine idroelettriche che producono energia pulita e rinnovabile, valorizzando salti d'acqua già esistenti senza consumare suolo né costruire nuovi bacini artificiali. Un filo continuo che lega il XII secolo al XXI, lungo lo stesso canale.

Le origini: mulini, seta e opifici idraulici

Nel Medioevo le chiuse di Casalecchio e di San Ruffillo resero possibile un sistema produttivo straordinario. Le acque derivate dal Reno e dal Savena alimentavano mulini da grano, cartiere, concerie e — soprattutto — i mulini da seta che fecero di Bologna un punto di riferimento europeo in uno dei settori più pregiati dell'epoca. La forza dell'acqua era la forza della città.

Alla fine del XIX secolo le tradizionali ruote dei mulini cominciarono a cedere il posto a qualcosa di nuovo: le turbine idroelettriche. Il passaggio non fu una rottura, ma una continuazione: la stessa acqua, gli stessi canali, una tecnologia più potente.

1898: la prima centrale idroelettrica

Il primo esempio di questa trasformazione risale al 1898, quando l'Istituto Ortopedico Rizzoli ottenne il permesso di installare fino a tre turbine presso l'attuale Opificio delle Acque in via Calari. Le turbine sfruttavano le acque del Canale di Reno per generare energia destinata alla sede dell'Istituto sul colle di San Michele in Bosco. La centrale rimase in funzione fino al 1926. Oggi, visitando l'Opificio delle Acque, è ancora possibile osservare alcuni suggestivi resti di questo impianto pionieristico.

La Centrale Idroelettrica del Cavaticcio

Nel pieno centro di Bologna, a pochi passi da via Riva di Reno, si trova uno degli impianti idroelettrici più particolari d'Italia. Inaugurata nel 1994, la Centrale del Cavaticcio sfrutta un salto d'acqua di circa 15 metri: il flusso viene convogliato in una condotta forzata fino alla turbina situata nel punto più basso del sistema. L'impianto è interamente sotterraneo — dall'esterno sono visibili solo due strutture di accesso — e di proprietà e gestione del Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno.

Il 24 ottobre 2024 la turbina, dopo un importante intervento di restauro, è stata ricollocata in sede. Con il rinnovamento del generatore elettrico, la centrale potrà produrre fino a 1 MWh di energia pulita: l'equivalente del fabbisogno annuo di circa 1.200 famiglie bolognesi.

La Centrale Idroelettrica della Canonica

A Casalecchio di Reno, lungo il percorso del canale tra la Chiusa e Bologna, si trova la Centrale della Canonica. Costruita a partire dal 2012 e gestita da Sime Energia S.r.l., sorge esattamente nel punto in cui un tempo lavorava l'antico mulino della Canonica, sfruttandone lo stesso salto d'acqua. Dall'esterno è possibile osservare il flusso che alimenta le due turbine Kaplan — protette da una griglia metallica — e lo scaricatore che restituisce parte dell'acqua al fiume. Ogni turbina può elaborare circa 7 m³ di acqua al secondo, per una produzione potenziale massima di 630 kW ciascuna.

Come la Centrale del Cavaticcio, anche questo impianto è definito ad acqua fluente: non utilizza bacini artificiali ma lavora con l'acqua disponibile nel canale. Nei periodi di bassa portata può essere temporaneamente inattivo. Quando il livello lo consente, produce energia pulita immessa nella rete elettrica, valorizzando un salto d'acqua già esistente e altrimenti inutilizzato.

Il percorso consigliato

Per scoprire dal vivo la storia energetica dei canali di Bologna suggeriamo un itinerario che collega i tre siti principali.

Si parte dalla Centrale del Cavaticcio, nel centro di Bologna. Proseguendo per via Azzo Gardino e il Parco 11 Settembre 2001, si raggiunge l'area dell'ex Manifattura Tabacchi. Uscendo lungo via Riva di Reno è possibile osservare lo sgrigliatore meccanico che ferma i depositi grossolani potenzialmente dannosi per l'impianto. Attraversata via San Felice si imbocca via della Grada e poi via Calari, dove si trova l'ingresso all'Opificio delle Acque — verificare gli orari di apertura prima della visita.

Dall'Opificio si può raggiungere la Centrale della Canonica a Casalecchio di Reno con una passeggiata di circa 5 km lungo il canale oppure con gli autobus 89 o 94 dalla vicina fermata di Porta Sant'Isaia, scendendo alla fermata Casalecchio Croce.

Informazioni utili per la visita

Gli impianti idroelettrici non sono accessibili al pubblico ma sono visibili dall'esterno. L'Opificio delle Acque è aperto al pubblico — si consiglia di verificare gli orari sul sito prima della visita. Il percorso a piedi tra i tre siti è interamente praticabile anche in bicicletta.

Da sapere: entrambe le centrali sono impianti ad acqua fluente. Nei periodi di bassa portata o durante la secca manutentiva di ottobre possono essere temporaneamente inattive.

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