Intervista al Direttore Andrea Bolognesi

redatta dal Resto del Carlino Bologna

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I corsi d’acqua sotto la lente «Troppa pioggia, manutenzione ok»
Il direttore del consorzio Canali di Bologna, Andrea Bolognesi: «La situazione era sotto controllo» Il reticolo era stato ’messo in secca’ per avere a disposizione un polmone che servisse da valvola di sfogo
Allagamenti, disagi al traffico e via Saffi chiusa a causa dell’esondazione del torrente Ravone. L’ondata di maltempo dei giorni ha creato enormi disagi nella città di Bologna e non solo. Ma i canali hanno retto bene come riferisce il direttore del consorzio Canali di Bologna, Andrea Bolognesi. Bolognesi, la situazione dei canali era sotto controllo?«Indubbiamente, tant’è che nel pomeriggio di lunedì quando è stata emanata l’allerta arancione, i funzionari tecnici della Protezione Civile ci hanno chiesto di mettere ‘in secca il reticolo’ per due motivi: da un lato non trovarsi ad avere un apporto extra in pianura, dall’altro avere tutto il nostro reticolo, che è composto da canali grandi, vuoto. Quest’ultimo punto è fondamentale per avere un polmone che possa servire da valvola di sfogo per eventuali sovraccarichi». Quanto successo in via Saffi con l’esondazione del torrente Ravone si poteva evitare?«Tutte le misure sono state prese, se in quel punto ci fossero delle criticità non posso dirlo perché il Ravone non è di nostra competenza. Il torrente, però, passa sopra al canale Reno con il cosiddetto ponte degli Stecchi. Quest’ultimo ha due finestrature laterali di alleggerimento che, laddove il livello del Ravone cresca a dismisura, vengono aperte per permettere all’acqua di uscire e confluire nel canale sottostante. Queste due finestrature vengono aperte di rado perché servono dei fenomeno eccezionali: nei giorni scorsi sono state attivate per ben due volte. Malgrado questo alleggerimento, evidentemente le acque che hanno proseguito per poche centinaia di metri verso via Saffi erano tali da generare un sovraccarico che ha causato ciò che abbiamo visto». Secondo lei, quindi, è stato fatto tutto il possibile?«A mio avviso sì. Quello che era stato pensato ha avuto piena rispondenza in quanto il canale di Reno è stato in grado di accogliere tutto ciò che il torrente Ravone ha lasciato andare. Purtroppo non è stato sufficiente a evitare quello che è successo».Sono previsti in futuro degli interventi di manutenzione relativamente ai canali di vostra competenza?«Ripristineremo a breve l’ingresso del canale di Reno che è stato interessato, a causa del maltempo dei giorni scorsi, da due frane che hanno ostruito completamente il corso del canale. Oltre a questo, inizieremo a breve un intervento, già iniziato lo scorso anno, che porterà, grazie al percorso triennale a cui stiamo dando vita insieme a Hera, al risanamento completo di quella grande ‘L’ composta dal canale delle Moline fino alla sua confluenza nel canale Navile».

Chiara Caravelli© RIPRODUZIONE RISERVATA
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