La nostra storia

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Otto secoli di acqua, ingegno e città.

La storia dei canali di Bologna è la storia della città stessa. Un racconto che inizia nel Medioevo e arriva fino a oggi, fatto di ingegneri visionari, decisioni politiche coraggiose, trasformazioni urbane e una costante: l'acqua come risorsa strategica al servizio della comunità.

Le origini — XII e XIII secolo

Tutto inizia prima ancora del Consorzio. Nel 1176 viene costruito il Canale di Savena per alimentare il fossato della seconda cerchia di mura. Nel 1191 nascono le prime strutture della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno, realizzate da privati. È il 1208 l'anno della svolta: il Comune di Bologna acquista il diritto di derivare acqua dal Canale di Reno per alimentare il canale Navile, ponendo le basi di una gestione pubblica delle acque che dura ancora oggi.

La città sull'acqua — XIII e XIV secolo

Bologna medievale è una città che vive d'acqua. Nel 1284 è già attivo un porto sul Canale Navile fuori Porta Lame, mentre sul Canale delle Moline lavorano 15 mulini da grano comunali. Nel 1341 viene costruito il primo filatoio idraulico da seta alimentato dal condotto Fiaccacollo, nell'odierna via Castellata: un primato tecnologico che anticipa la rivoluzione industriale di secoli. Nel 1360–1367 il Cardinale Egidio Albornoz fa ricostruire la Chiusa di Casalecchio e riorganizza il Canale di Reno in città.

Il Rinascimento delle acque — XV e XVI secolo

I grandi nomi dell'ingegneria italiana lasciano il segno sui canali bolognesi. Nel 1491–1493 Pietro da Brambilla, ingegnere milanese, apre un secondo canale sul Naviglio con due chiuse per gestire il dislivello. Nel 1548 è Jacopo Barozzi da Vignola a progettare il porto dentro le mura a Porta Lame, rinnovare le chiuse del Brambilla e aggiungerne una a Corticella. Nel 1572 viene attivato il servizio bisettimanale di barche lungo il Naviglio verso Ferrara e Venezia: Bologna è una città connessa al mondo attraverso l'acqua.

L'età dell'oro della seta — XVII e XVIII secolo

Nel 1668 le chiaviche urbane del Canale di Reno alimentano 127 mulini da seta: un numero che racconta meglio di qualsiasi altro la centralità dell'acqua nell'economia bolognese. Nel 1694 l'Università di Bologna istituisce la cattedra di Idrometria per il matematico Domenico Guglielmini — la prima cattedra di idrometria in Europa.

L'istituzionalizzazione — XIX secolo

Con l'Ottocento arriva l'organizzazione formale. Nel 1851 nasce il Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno. Nel 1885 viene costituito il Consorzio della Chiusa di San Ruffillo e del Canale di Savena, seguito nel 1887 dal Consorzio degli interessati nelle acque del Canale di Savena. Nel 1889 il Piano Regolatore di Bologna avvia la progressiva copertura dei canali urbani: l'acqua sparisce alla vista per ragioni igienico-sanitarie —e per esigenze di modernizzazione urbana, ma non smette di scorrere.

Il Novecento: sotto la città — XX secolo

Il Novecento è il secolo della copertura. Tra il 1931 e il 1934 viene coperto il primo tratto del Cavaticcio e demolito il porto. Tra il 1954 e il 1958 tocca al Canale di Reno in città. Nel 1948 cessa definitivamente la navigazione sul Canale Navile. I canali scompaiono dalla superficie, ma continuano a svolgere la loro funzione invisibile sotto le strade di Bologna. Nel 1994 viene installata la Centrale idroelettrica sul Cavaticcio: l'acqua torna a produrre energia.

La riscoperta — Dal 1997 a oggi

La svolta culturale arriva tra il 1997 e il 1998, quando il risanamento di un tratto del torrente Aposa sotterraneo e l'apertura di nuovi affacci sul Canale di Reno riaccendono l'interesse dei bolognesi per il loro patrimonio nascosto. Nel 2011 il recupero urbanistico dell'area del Cavaticcio ridà vita a uno spazio emblematico. Nel 2017–2018 vengono risanati il condotto Fiaccacollo e restaurata la Chiusa di San Ruffillo.

Nel 2019 nasce il brand Canali di Bologna, che unisce sotto un'unica identità i soggetti gestori del reticolo. Nel 2020 viene inaugurato l'Opificio della Grada, nuovo Centro didattico documentale: il punto di partenza ideale per scoprire otto secoli di storia dell'acqua bolognese.

La storia di Bologna passa per due torri e due canali

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